Intervista ad Alessio Di Franco, fotografo del famoso Carnevale di Bagolino

Il poliedrico fotografo Alessio Di Franco è stato intervistato in occasione dell’importante reportage da lui realizzato durante l’edizione 2018 dello storico carnevale di Bagolino, in provincia di Brescia, manifestazione che coinvolge tutto il paese e che ogni anno conquista un folto pubblico proveniente da ogni dove.

D: Come è nata l’occasione dell’interessante reportage fotografico al tradizionale carnevale di Bagolino?
R: Purtroppo oggi le tradizioni stanno scomparendo. Attraverso le fotografie della raccolta BELLEZZA, il mio intento è quello di combattere la negatività e l’odio che il web ci trasmette verso il nostro Paese ma anche verso gli altri. Ci sono persone che non capisco per quale assurdo motivo, si divertono a creare scompiglio e odio attraverso articoli altamente offensivi senza che ci sia un motivo. Ho contattato anche alcuni di loro e le risposto sono altamente deludenti. Il mio obiettivo è quindi mettere in luce le BELLEZZE del luogo e non solo. Il carnevale di Bagolino quest’anno ha compito ben 500 anni. Ho voluto documentarlo perché negli ultimi anni le cose stanno cambiando. Molti giovani, soprattutto quelli che non sono del borgo, non sanno nemmeno come si svolge la cerimonia. I bar sono affollati di ragazzi ubriachi e la notte poi si vedono i risultati (il secondo giorno, mentre risalgo il paese, nel fiume dei ragazzi ubriachi avevano gettato un bidone della spazzatura dell’indifferenziata nuovo, quindi oltre ai rifiuti sparsi nelle acque c’è stato anche un danno materiale). Da anni sui giornali si vedono solo ed esclusivamente queste cose. Ormai l’idea della BELLEZZA vera del carnevale di Bagolino passa di seconda importanza per la notizia. Quindi ecco che ho voluto documentare il carnevale di questo bellissimo borgo della Valle Sabbia in tutte le sue forme e colori, partendo appunto da una base storica. L’emozione di trovarsi in quelle strette vie di montagna, la musica dei suonatori, i Balarì che saltano e ballano dalle 6:30 del mattino fino alle 21:00, così per due giorni. L’Ariosa finale, chiamato anche Ballo del pianto, ti carica e ti trasmette un’energia e un’emozione unica. Sono molto contento di aver avuto l’occasione di documentare tutto da vicino.

D: Come valuti questa esperienza professionale?
R: Sicuramente è stata molto costruttiva, come tutte le esperienze a questa età. Mi ha dato la possibilità di fare un lavoro che comprendesse la località in cui abito e dove sono cresciuto. Ora voglio portare avanti questo progetto dedicato alla BELLEZZA, vera, del nostro Paese, fatta soprattutto di emozioni.