Al Ristorante di pesce con l'Aragosta al Burro fuso

Regalati un assaggio di cultura culinaria con questa ricetta dell’aragosta immersa nel burro fuso e ricoperta di erbe come veniva servita al Ristorante di pesce di un tempo

Hai mai sentito l’espressione “aragosta pigra” ? Può essere che se sei un frequentatore abituale di Ristoranti di pesce, sia in Italia che all’estero, allora avrai potuto sentire questa espressione, magari riportata da un amico, oppure un parente.
Certo è che molti anni fa, mangiare l’aragosta in un ristorante di pesce non era un lusso, ma si “godeva del solo vero piacere di uscire di casa per cena, invece di fare un pasto comune di cucina casalinga. In parole povere, quando un’aragosta non costava “un’occhio della testa”.

Se sei un frequentatore di Ristoranti di pesce, allora conoscerai certamente il tipico locale con le pareti fatte di pino nodoso e drappeggiate con reti da pesca e boe, dove la maggior parte delle finestre sono oblò e vari pezzi di arredamento nautico danno vita ad un’ambiente caratteristico e amato dagli appassionati del genere. Ed è proprio in Ristoranti come questi che da dietro l’angolo si vede giungere dalla cucina, un cameriere che porta una cena per un intero tavolo su enormi vassoi ovali, magari con un assortimento di pesce fresco che può comprendere orate o branzino, capesante, gamberoni e cozze, tutti cotti al punto giusto, come piace ai buoni degustatori.

Potrebbe anche essere accompagnato da insalata verde, patate al forno, piuttosto che fritte ed anche del riso, ma il piatto più curioso è “l’aragosta del pigro”
Si tratta di un’aragosta calda e avvolta in abbondante burro fuso che un tempo veniva mangiata dai commensali, indossando una pettorina in pieno pubblico e addirittura usando le mani per mangiare la carne di aragosta dal guscio.

La cena veniva servita in una casseruola, dove vi erano pezzi di aragosta immersi nel burro bollente, una fetta di limone infilata vicino anche ad una piccola piantina di prezzemolo.

Ci sono anche altre composizioni per l’aragosta pigra ed alcuni di questi, un po’ più sofisticati rispetto al precedente, comprendono salse a base di sherry, panna o pomodoro che si contrappongono all’approccio di solo burro che sembra più “puro”.

I veri amanti dell’aragosta possono essere contrari all’approccio pigro, perché sosterranno che c’è più succulenza, ad esempio in un’aragosta cotta al vapore, dove vi è la possibilità di cogliere la carne dolce da ogni angolo.
Ma per una cena intima à deux, forse l’aragosta pigra è la strada da percorrere, magari accompagnata da un buon vino bianco, magari fruttato.

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