La pittura di Alessandro Giordani nel perfetto connubio tra passione e riflessione

L’artista contemporaneo Alessandro Giordani procede il suo percorso di ricerca pittorica tenendo ben saldo il motore trainante del perfetto connubio tra passione e riflessione. La dottoressa Elena Gollini ha messo in evidenza le componenti qualificanti del suo fare creativo e ha dichiarato: “Alessandro con la sua pittura di eclettica e multiforme connotazione, deve la sua formazione evolutiva allo studio attento e accurato dei sommi maestri antichi, compiendo un percorso che lo conduce all’astrazione geometrica densa di significati simbolici, formulati in misura differente e versatile, colta, raffinata, elitaria al pari dello stile i contenuto intellettuale di Maurits Cornelis Escher. Alessandro riprende e rivaluta la sapienza della geometria pitagorico-platonica con quel linguaggio volutamente ermetico e al contempo anche magico, che è stato tipico tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, mostrando quale parti misteriose e intriganti sono i poliedri platonici, rivelando ed evidenziando quel multiforme ingegno che ha caratterizzato il Rinascimento. È superbo pittore alla maniera degli antichi, padrone di volumi, ombre, prospettive e chiaroscuro, ma anche delle tecniche del colore e senza mai ricorrere ad altri artifici che non siano la conoscenza profonda dell’arte. Alternando forme, colore, bianco e nero, ombra e luce, alto e basso, svela e rivela le precise corrispondenze ritmiche e aritmetiche che si celano dietro le immagini, mostrandoci vie impensate per muoverci attraverso i mondi del continuum spazio temporale, che soltanto la vera arte può indicare”. E proseguendo nell’analisi approfondita la dottoressa Gollini ha precisato: “Le opere sono sempre improntate alla ricerca del bello e della bellezza che da esso deriva. È continuatore dell’arte dei cosiddetti maestri tracciatori, ai quali dobbiamo i voli architettonici del gotico e l’infinitamente piccolo dei lapidari romanici cosmateschi, sconfinando in un linguaggio che è musica delle sfere riportate sul piano terrestre. Non nasconde e non trascende mai l’aspetto matematico delle proprie opere da quello estetico, operando quasi in maniera simile ad un alchimista con gli strumenti più semplici della natura, in un’armonia di colori, luci, elementi dove nulla è mai casuale. Ed è proprio questa radicata consapevolezza, che fa sì che si scoprano altre nuove forme poliedriche visioni trasversali del suo peculiare linguaggio. Non vi è contrasto e tanto meno discontinuità tra le forme classiche accademiche e le sue sperimentazioni visive bidimensionali, condotte lungo piani euclidei, sconfinando così in altri mondi fino a riconoscere l’esistenza di un possibile multi-universo. L’arte di Alessandro è la capacità di leggere il motus liber della natura e intuirne le verità profonde scritte nel sempiterno codice della matematica e della geometria, che costituisce l’ossatura stessa del cosmo in ogni tradizione e dunque anche in ogni applicazione artistica”.