Capannoni senza concessione edilizia: cosa sono e come funziona

La crescita, a livello di volume produttivo e di fatturato, è una degli obiettivi primari di qualsiasi azienda.

Lo sviluppo pone nuove sfide da affrontare e nuove necessità, che devono essere affrontate con la massima attenzione per ottimizzare la produttività e i costi.

Tra i vari fattori, in molti casi gli spazi aziendali possono non bastare più per supportare l’aumentare del ritmo e dei volumi di produzione: dalla maggiore quantità di merci e materiali da trattare, alla necessità di avere a disposizione (anche in via temporanea) nuove superfici coperte da adibire a reparto produttivo, le esigenze possono essere molte.

Realizzare nuove costruzioni oppure spostarsi in una sede più grande, però, non sempre è una soluzione percorribile. I costi elevati e le tempistiche molto lunghe anche solo per ottenere tutti i permessi necessari possono infatti rallentare il processo di crescita, che ora come mai nel passato non può permettersi nessun passo falso.

Per questo, un numero sempre più alto di aziende sceglie di aumentare i propri spazi coperti con i capannoni mobili, speciali strutture in carpenteria e telo pvc che non richiedono concessione edilizia per la progettazione ed installazione.

Versatili e modulari, i capannoni e coperture mobili permettono di realizzare nuovi spazi coperti in modo veloce, economico e con burocrazia ridotta rispetto ai tradizionali capannoni in muratura o ai prefabbricati.

Composti da una struttura in carpenteria metallica e telo di copertura in pvc, i capannoni mobili sono progettati su misura per realizzare nuove aree coperte secondo le specifiche esigenze: capannoni indipendenti in mezzo a piazzali, tettoie a ridosso di fabbricati esistenti, tunnel di collegamento o tra il fabbricato e la recinzione sono solo alcune delle possibili soluzioni.

Come funziona di preciso? Per avviare la progettazione e successiva installazione, è sufficiente presentare una segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.) al comune di competenza accompagnata dalla segnalazione di inizio dell’attività edilizia (D.I.A.).

Una volta ricevuta la documentazione, l’ente comunale avrà 60 giorni di tempo per effettuare i controlli ed eventualmente bloccare i lavori.