Oro Riciclato, la Rivoluzione Verde della Gioielleria

Oro riciclato sono termini che possono sembrare non in sintonia quando si parla di lussuosi gioielli nuovi soprattutto se questi provengono da una importante azienda di gioielleria come la danese Pandora.
In realtà l’utilizzo di oro riciclato non è assolutamente una novità per questo brand che già da anni persegue la via della rivoluzione verde con enorme successo se si considera che già oggi oltre il 70% dell’oro e dell’argento dei nuovi gioielli proviene da oro usato.
Il settore dell’oro riciclato viene alimentato da attività diffuse anche in italia come i compro oro Firenze, Roma, Bologna o da aziende specializzate nel recupero di metalli preziosi dai rifiuti elettronici senza la cui opera vedrebbero disperdere i metalli preziosi nella spazzatura.
Ma Pandora è ormai decisa ad andare oltre questo già meritevole risultato con un piano di sostenibilità ambientale ambizioso che vuole portare il colosso del settore della gioielleria a consumare solo oro riciclato entro il 2025.
Una scelta che nei prossimi anni potrebbe rivelarsi strategicamente vincente anche dal punto di vista del marketing visto che le indagini di mercato fanno registrare un crescente consenso tra i consumatori. per quanto riguarda le aziende ed i brand che garantiscono l’eco sostenibilità dei loro prodotti.
L’oro riciclato al contrario di quello di prima estrazione permette forti riduzioni per quanto riguarda anche le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera con una riduzione del 99%.
Anche per quanto riguarda gli altri metalli Pandora ha deciso di adottare la stessa linea di acquisti che provengano esclusivamente da metalli estratti in passato.
Una scelta che non comporterà a nessun peggioramento del gioiello in quanto questi metalli debitamente lavorati hanno le stesse caratteristiche e la stessa qualità di quelli di nuova estrazione.
Pandora non è sola in questa scelta anche in altri settori il fattore ambientale è divenuto una priorità ed è perseguito da colossi come anche Apple, nonché sostenuto dalla attuale emergenza climatica ed ambientale che l’unione europea ha decretato nel novembre 2019.